IL PROCESSO ALL'ASSISTENTE SOCIALE MONOPOLI: «UN'ENORME BALLA GIUDIZIARIA»
- Claudio Foti
- 19 mag 2025
- Tempo di lettura: 2 min
La vicenda processuale di Francesco Monopoli, assistente sociale che lavorava a Bibbiano e per cui la Procura della repubblica di Reggio Emilia, ha chiesto 11 anni di reclusione, meriterà di essere ricostruita con particolare attenzione.

Monopoli è stato investito da un’iniziativa giudiziaria che si è scatenata con particolare accanimento contro di lui, accompagnata da una gogna mediatica, talmente violenta e distruttiva, che dopo mesi di arresti domiciliari è stato liberato dalla detenzione preventiva (assieme a Federica Anghinolfi) con la seguente motivazione giudiziaria: «Concordemente con il PM» si ritiene che «la distruzione dell’immagine pubblica» è tale che i due «devono temere per la loro incolumità» e rende impossibile l’inquinamento delle prove. Non solo, «il timore della propria immagine pubblica sconsiglierà chiunque di accostarsi a gente con la reputazione così ben infangata, e ne sortirà un “cordone sanitario” più efficace di qualsivoglia altra misura cautelare».
La narrazione giudiziaria e mediatica del caso Bibbiano per anni ha totalmente sacrificato il principio di non colpevolezza e ha portato a confermare su se stesso il teorema dell’assistente sociale rubabambini.
Cosa emerge dopo una gogna prolungata e dopo sei anni di processo? Lo ha evidenziato Canestrini, avvocato difensore di Francesco Monopoli nella sua recente arringa al processo di Reggio Emilia sui fatti di Bibbiano. Nel corso del dibattimento non è emerso un solo testimone «che abbia attribuito a Francesco Monopoli la richiesta di scrivere falsità, né che gli abbia mai imputato la redazione di un documento falso». E non è neppure stata confermata una sola intercettazione in grado di dimostrare la sua colpevolezza, nonostante sia stato ascoltato costantemente, con un trojan, anche nei momenti più intimi e perfino - cosa non consentita dalla legge - mentre si consultava con il suo avvocato. Ma i capi di imputazione non sarebbero stati confermati. L’impianto accusatorio contro Monopoli sembra più basato sulla descrizione di una «personalità» criminale che non sui fatti.
E’ importante che tutti i professionisti impegnati nell’area della tutela dei minori e tutti coloro che hanno a cuore una giustizia giusta seguano con attenzione il processo penale che ha colpito l’assistente sociale Francesco Monopoli.
Per chi vuole documentarsi:
Cfr. gli articoli di Simona Musco su “Il dubbio”:
1. «Lacune incredibili e chiacchiere da bar: ecco cos’è Bibbiano»
I regali dei genitori non consegnati ai minori? Sequestrati dai Carabinieri. L’attacco del difensore: la pm non ha mai criticato il processo mediatico, ma la cronaca del dibattimento
2. Canestrini, difensore di Monopoli: nessun prova testimoniale o documentale lo inchioda. «In questa indagine travolta completamente la presunzione d’innocenza») https://www.ildubbio.news/.../bibbiano-canestrini-questo...)
3. Bibbiano, l’affondo di Canestrini: «Un’enorme balla giudiziaria» https://www.ildubbio.news/.../bibbiano-laffondo-di...
4. «Altro che demoni, qui ci sono solo prove di innocenza»
Bibbiano, l’arringa finale dell’avvocato Sambataro: «Nessun reato è stato dimostrato: ci sono solo operatori che hanno fatto il loro dovere»
Cfr. inoltre Reggio online. La difesa di Monopoli smonta l’accusa.

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